
di Alessandro Sala
Alcuni esponenti del mondo agricolo, che già utilizzano metodi più rispettosi del benessere animale, in campo con gli attivisti animalisti per spingere la Commissione europea a legiferare in materia
C’erano anche alcuni allevatori provenienti da diverse zone d’Europa ad affiancare gli attivisti animalisti e ambientalisti al presidio di quest’oggi a Bruxelles, in occasione del World Cage Free Day, la giornata mondiale per liberazione dalle gabbie, oggi ancora largamente utilizzate negli allevamenti. Il raduno si è svolto davanti al palazzo Berlaymont, sede della Commissione Ue, che si era impegnata a legiferare per il superamento degli attuali metodi e la loro sostituzione con pratiche che offrano un maggior benessere anche agli animali cosiddetti «da reddito». Il fatto che siano destinati al macello non è infatti un buon motivo per farli vivere in condizioni di sofferenza. Ma quell’impegno è tuttora disatteso.
Gli allevatori, tutti provenienti da aziende agricole che non fanno uso di gabbie, si sono uniti ai rappresentanti della coalizione internazionale End the Cage Age (EtCA) per raccontare le proprie esperienze e per esortare la Commissione europea a presentare le proposte legislative promesse da tempo. L’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen si è impegnato a chiudere la questione entro




