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Amsterdam ospita gli Europe 50 Best Bars, ma sarà davvero la capitale della mixology?

I bene informati lo sapevano già da settimane: il duello si sarebbe combattuto tra Roma e Amsterdam. Alla fine ha vinto Amsterdam. La capitale olandese ospiterà la prima edizione di Europe’s 50 Best Bars, aprendo ufficialmente il capitolo europeo di uno dei format più influenti nel mondo della mixology internazionale. Una scelta che non sorprende del tutto gli addetti ai lavori, ma che sposta equilibri, aspettative e strategie. Per capire che cosa significhi davvero questa decisione, abbiamo raccolto le voci di tre professionisti dell’ospitalità: Anthony Poncier, fondatore di Top 500 Bars, Martina Bonci, bar manager del Gucci Giardino 25 di Firenze, e Andrea Villa, direttore commerciale di Noam.

Amsterdam ospita gli Europe 50 Best Bars, ma sarà davvero la capitale della mixology?

Anthony Poncier, Martina Bonci e Andrea Villa commentano la scelta di Amsterdam come sede di Europe’s 50 Best Bars La sede non fa la capitale

Anthony Poncier mette subito un punto fermo: «Amsterdam è una città con ottimi bar, ma ospitare la cerimonia non significa diventare automaticamente la nuova capitale europea della mixology». Il suo ragionamento è netto. «Quando un evento si tiene in una città, quella città diventa il centro dell’attenzione per una settimana. Ma una capitale si costruisce nel tempo, con continuità, qualità e innovazione. Non con una sola serata». Poncier

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