Fin qui i rossoneri hanno rimediato a situazioni complicate sempre nella ripresa e sempre grazie alle sostituzioni: più visionario l’allenatore che le indovina tutte o più incerto nella scelta dell’undici titolare?
Giornalista
13 settembre – 13:03 – MILANO
Giunti al quarto indizio – su quattro disponibili -, siamo ben oltre la famosa prova. Si entra praticamente nel campo delle certezze e, volendola analizzare da una certa angolatura, è qualcosa che a un allenatore non può non far piacere: rimettere in piedi – o comunque portare dalla propria parte – una partita con la forza dei cambi premia evidentemente le scelte del tecnico. E’ anche psicologia spicciola: recuperare un passivo, magari pesante, portando a casa punti che parevano non raggiungibili genera autostima, quella sensazione confortevole di pericolo scampato grazie alle proprie virtù. In termini mentali, a parità di risultato, molto meglio rimontare piuttosto del contrario. In questi casi, di solito, si tende a esaltare non solo i giocatori protagonisti dell’exploit, ma la visione e la capacità di lettura in corsa dell’allenatore. Quando però – appunto – succede quattro volte in quattro uscite, la domanda è




