
di Massimo Gaggi
Dalla malattia del padre alle scoperte nel campo dell’intelligenza artificiale, dalla rottura con OpenAi alla nascita dei Claude e Anthropic: l’«accelerazionista con la coscienza» che chiede limiti per la tecnologia
La drammatica resa dei conti tra il Pentagono, l’organizzazione bellica più potente del Pianeta, e Anthropic, la start up che ha sviluppato il modello di intelligenza artificiale più efficace per gli usi professionali e anche militari, potrebbe essere liquidata come l’impuntatura di un genio tecnologico con tratti di misantropia, per anni tutto dedito alla costruzione di tecnologie straordinarie: il passo falso di un personaggio che pensa di poter fare la storia imponendo limiti al governo di Washington seguendo suoi astratti principi.
Vittima di un protagonismo che, prima o poi, contagia tutti i geni della tecnologia sui quali si accedono i riflettori del mondo. Ma c’è un modo più profondo e anche drammatico di raccontare la storia di Dario Amodei, ora giunta a un epilogo da tragedia shakespeariana: quella di un tecnologo che sta costruendo un’intelligenza artificiale della quale vede i rischi enormi, ma non riesce a fermarsi.
Anzi va avanti a tappe forzate, convinto che sia impossibile arrestare il progresso tecnico, ma




