
di Paolo Coccorese
Il sindaco di Torino: «Il dato che più mi rende orgoglioso è la grande partecipazione al referendum. Segno di una città attenta e responsabile»
I risultati elettorali di questo referendum restituiscono per Torino una mappa del voto che sembrava finita in soffitta nel 2016 quando le periferie voltarono le spalle al centrosinistra e portarono a Palazzo Civico la candidata del M5S, Chiara Appendino. Da allora, nonostante l’affermazione poi del sindaco Stefano Lo Russo, le Circoscrizioni 5 e 6 sono diventate i quartieri della «sconfitta» per il Pd e i suoi alleati, surclassati da Fratelli d’Italia. Fino a ieri, perché la cartina con la Ztl in rosso e Barriera di Milano colorata in un altro modo va riarrotolata per un momento.
Le comunali 2027
Torino ha votato «No» in modo così compatto che oggi Lo Russo guarda con più fiducia alla corsa per la rielezione in vista delle elezioni del 2027, dove la vera sfida non sarà battere la destra, ma riuscire a diventare il candidato in grado di rappresentare l’intero fronte del «No» del referendum. Lo spoglio restituisce al centrosinistra una vittoria che, in termini assoluti, si traduce in 259.955 voti, in crescita rispetto al




