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Alto Adige, la proposta per introdurre lo psicologo di base nel sistema sanitario provinciale

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di Silvia M. C. Senette

I Verdi, promotori del disegno di legge: «Quasi il 40% dei bambini e degli adolescenti altoatesini mostra segnali di malessere psicologico mentre il 4% della popolazione adulta presenta sintomi depressivi»

Il benessere di una società si misura dalla salute dei suoi cittadini, e l’Alto Adige starebbe ignorando un’emergenza silenziosa che corre tra i banchi di scuola e le mura domestiche. Parte da questa urgenza il disegno di legge del gruppo Verde che approda oggi in quarta Commissione legislativa e che punta all’istituzione dello psicologo di base in ogni distretto della provincia. La convinzione dei consiglieri è che non sia più «tempo di considerare il disagio psichico come un tabù o un lusso per chi può permettersi la parcella di un privato: la salute mentale deve entrare nei distretti sanitari con la stessa naturalezza con cui vi entra la medicina generale».

Fenomeno in crescita

I numeri presentati fotografano una realtà allarmante: «Quasi il 40% dei bambini e degli adolescenti altoatesini mostra segnali di malessere psicologico, mentre il 4% della popolazione adulta presenta sintomi depressivi. Eppure, il sistema pubblico offre appena tre psicologi ogni 10.000 abitanti, contro una media europea che oscilla tra i 10 e i

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