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Alta Langa sopra i 500 metri: come Vite Colte ridisegna il metodo classico in Piemonte

L’Alta Langa, oggi, non è soltanto una denominazione emergente del metodo classico piemontese, ma un territorio che si presta a essere letto come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. È qui che Vite Colte ha scelto di orientare una parte significativa del proprio percorso, costruendo una riflessione produttiva che parte da un dato preciso – la quota – e si sviluppa lungo tutta la filiera, dalla gestione del vigneto fino all’evoluzione del vino in bottiglia. Alla base del progetto c’è una struttura agricola articolata, fondata su 180 viticoltori soci e oltre 300 ettari di superficie vitata, che consente di lavorare su una scala ampia ma controllata. In questo contesto, la selezione delle parcelle e il ruolo dei tecnici diventano elementi chiave per orientare le scelte agronomiche, con un’attenzione crescente verso le aree collinari più elevate, dove il clima imprime un ritmo diverso alla vite.

Una visione di filiera che parte dal vigneto

L’identità di Vite Colte si definisce dentro una struttura produttiva che, più che una singola azienda, somiglia a una rete agricola organizzata. Il modello si basa su 180 viticoltori

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