Dopo l’intervista di Italia a Tavola al direttore generale della Fiera di Valladolid, Alberto Alonso in cui il manager spagnolo evidenziava come, nonostante la crescita dell’enoturismo e la bontà del modello italiano, il wine tourism non avrebbe potuto essere la risposta al calo dei consumi, sul tema è intervenuto anche Dario Tommasi. Il presidente del Gruppo di famiglia ha scritto direttamente al ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida aprendo un confronto che va affrontato urgentemente sul tema.
Tommasi: il vino è vicino ad una crisi strutturale
Per Tommasi a vitivinicoltura italiana è vicina a una crisi strutturale molto grave, causata da una combinazione di fattori che rischiano di generare una “tempesta perfetta”. Tra le principali criticità evidenzia il calo dei consumi di vino, dovuto sia a un crescente orientamento salutista sia a campagne che lo presentano come un prodotto nocivo, simile al tabacco. A questo si aggiunge un cambiamento nelle abitudini dei consumatori, che tendono a preferire birra e aperitivi. Secondo Tommasi non serve aumentare la pubblicità, ma è fondamentale diffondere un messaggio chiaro: il consumo moderato di vino è compatibile con il benessere e non può essere assimilata alla droga.

Dario Tommasi, presidente di Tommasi Family Estates
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