di Valentina Romanello
A causa dei cambiamenti climatici ormai compare sempre in anticipo rispetto al passato. I suoi peli urticanti possono causare necrosi della lingua, guai respiratori e portare anche alla morte. Tutte le precauzioni da adottare e cosa fare in caso di emergenza
Processionaria, che croce! Se il cane andasse in letargo, probabilmente i proprietari vorrebbero dormisse dalla primavera a fine estate, per risvegliarsi con i primi freddi. Zecche, vespidi, vipere, forasacchi (spighe acuminate, ndr) e colpi di calore sono in agguato durante la bella stagione, che per il cinofilo, perennemente in apprensione, proprio bella non è. Tra i primi pericoli in un calendario sempre più anticipato a causa anche del riscaldamento globale c’è quello, terribile, della Thaumetopoea pityocampa, la processionaria del pino, artropode dell’ordine dei Lepidoptera, diffuso in Eurasia e Nordafrica. Si tratta di un insetto non solo distruttivo per le pinete a causa del suo effetto defogliante, ma anche pericoloso per le persone e gli animali.
Sono quattro le fasi del suo ciclo vitale – uovo, larva o bruco, crisalide, farfalla – ma, se da adulto si trasforma in una falena inoffensiva, durante lo stadio larvale presenta una velenosa peluria urticante. Per l’aspetto peloso




