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Alfasigma, Stefano Golinelli: «Cerchiamo un socio finanziario, la farmaceutica va riconosciuta come la moda»

di Alessandra Puato

L’azienda della NeoBorocillina rilancia dopo l’inciampo americano per un medicinale ritirato. Firma un accordo da mezzo miliardo con Gsk e cambia sede a Milano. Obiettivo 2,5 miliardi di ricavi nel 2030. «Nuovo capitolo»

Una nuova sede a Milano Porta Nuova, un accordo commerciale con Gsk che compensa una delusione su territorio americano, il rafforzamento della prima linea. E ora il grande passo: Alfasigma cerca un socio. «Siamo aperti all’ingresso di un azionista finanziario di minoranza per poterci espandere ancora, avere più potenza: ma dev’essere allineato con la nostra strategia», dice Stefano Golinelli, ingegnere elettronico e presidente del gruppo farmaceutico della NeoBorocillina, del Biochetasi e di Yovis. E qual è la strategia? «Innovazione, investimenti e piani chiari. Se si cade ci si rialza. Non esistono problemi, soltanto soluzioni. Per stare in piedi ci vuole una linea chiara, voglia d’investire e coraggio. Non si va avanti senza prendersi del rischio». Lapalissiano per un’azienda che nel 2025 è stata colpita da un evento imprevisto (il ritiro dal mercato americano di un farmaco) e ha investito ancora, malgrado le incertezze geopolitiche, i dazi, le guerre.

Il «Quarto capitalismo»

Alfasigma, aderente all’Aidaf, è nella classifica 2025 di Mediobanca delle «aziende dinamiche

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