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Alcide De Gasperi, il nemico di Mussolini che andava «tolto dalla circolazione». La trappola per arrestarlo, il processo e la fake news della «pace» con il fascismo

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di Antonio Polito

C’era una volta de Gasperi – Terza puntata| La replica del politico trentino agli squadristi che volevano linciarlo: «Sono sempre stato italiano e ho l’orgoglio di essere italiano, ma è tutto il concetto dello Stato fascista che non posso accettare»

Alcide De Gasperi conobbe anche le carceri fasciste. Fu arrestato l’11 marzo del 1927, mentre insieme alla moglie Francesca era su un treno che lo portava da Roma a Trieste. Avevano deciso di lasciare la capitale, lui era ormai costretto a nascondere la propria identità e andava in giro sotto falso nome per sfuggire ai fascisti. Era deputato al Parlamento italiano da sei anni, iscritto al Partito Popolare italiano nel 1919 dopo l’annessione all’Italia del Trentino. Ma la vita era diventata troppo pericolosa per un uomo ormai noto come antifascista: «Togliere dalla circolazione quelle perenni offese al sentimento nazionale che si chiamano Albertini, Amendola, Sturzo, De Gasperi, Turati»: così aveva scritto il foglio mussoliniano «L’Impero». Dell’elenco, era rimasto libero solo lui.  

Caccia agli oppositori

Alla stazione di Firenze salgono sulla sua vettura degli agenti, probabilmente informati da una spiata che si trovava su quel treno. Viene tratto in arresto insieme alla moglie, e con lei condotto a

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