Gli organizzatori qatarioti non badano a spese per attrarre le stelle nel torneo 500 al via domani. Possono sfruttare la norma Atp sulle “promotional fee”, che integrano il montepremi
Giornalista
15 febbraio – 19:07 – MILANO
I primi due giocatori del mondo, Alcaraz e Sinner, tre top 10 (con Bublik), sette top 20 (con Medvedev, Rublev, Mensik e Khachanov): è di lusso il tabellone del torneo di Doha, al via domani. E tra gli iscritti c’era anche Djokovic, peraltro ambassador di Qatar Airways, che alla fine ha dato forfait. Mentre il presidente dell’Atp Gaudenzi pianifica un circuito “premium” per il 2028, con i Masters al centro e l’ingresso della tappa saudita, gli organizzatori dei tornei delle categorie inferiori (500 e 250) si interrogano sulle ricadute future. C’è chi teme di scomparire, come le tappe della “gira” sudamericana. E c’è chi, grazie ai petrodollari, si sente immune e, anzi, ambisce a essere promosso al livello dei 1000, copiando i “cugini” di Riad.
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Parliamo, ovviamente, del Qatar, che ha un legame ormai consolidato con il tennis. Non solo perché l’emiro Al Thani, proprietario del Psg,




