
di Enrica Roddolo
Dal Madagascar al Camerun e al Senegal per i Giochi, il principe ha portato l’aiuto del Principato a centri educativi, e strutture di accoglienza per i giovani
«Questo centro porta il nome di mia madre, la Princesse Grace. E questa cosa mi tocca profondamente», ha detto Alberto di Monaco a Yaoundé dove ha visitato il Centre Edimar Princesse Grace, una delle tappe del suo viaggio in Africa a margine della sua presenza come membro del Cio in occasione della quarta edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Dakar 2026, in Senegal, fino al 13 novembre.
Un viaggio che l’ha portato anche in Madagascar dove ha inaugurato il Collège Prince Albert II citando Victor Hugo: «Chaque enfant qu’on enseigne est un homme qu’on gagne». Ricordando il lavoro dell’Association d’Aide au Père Pedro Opeka una ong monégasque che con Monaco Aide et Présence accompagna questo progetto per i giovani, assicurando a oltre mille ragazzi, la loro scolarizzazione e assistenza, Alberto è stato accolto da un grande momento collettivo allo stadio con 12 mila alunni. Quindi un incontro con gli studenti dell’Université Saint-Vincent-de-Paul.
E prima di ripartire Alberto ha visitato il dispensaire 67HA de Sisal, sostenuto dalla




