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Albanese, la Francia rinuncia a chiedere le dimissioni. E lei denuncia Trump: «Contro di me sanzioni incostituzionali»

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di Mario Platero

Parigi rinuncia a chiedere le dimissioni di Albanese al Consiglio Onu per i diritti umani, ma insiste: «Dovrebbe dimettersi da sé»

NEW YORK – Come anticipato su queste pagine domenica scorsa, la Francia ha rinunciato formalmente a presentare una risoluzione per chiedere le dimissioni di Francesca Albanese al Consiglio dell’Onu per i Diritti Umani. Parigi ha capito che se fosse andata avanti avrebbe subito una imbarazzante sconfitta politica all’interno del Consiglio formato da 47 stati di cui la maggioranza in rappresentanza di Paesi del sud del Pianeta. 

Secondo le procedure, è stata la rappresentante permanente della Francia all’Onu di Ginevra, Céline Jurgensen, a rinunciare ufficialmente alla presentazione di una risoluzione formale con la richiesta di dimissioni del relatore speciale italiano come aveva preannunciato il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot. Il Consiglio ha tre sessioni all’anno, l’attuale, in corso, terminerà ai primi di aprile. L’Ambasciatrice ha però denunciato nella sua relazione «dichiarazioni ripetute e estremamente problematiche» da parte di Albanese e ha invitato tutti i relatori speciali Onu a dar prova della «sobrietà, moderazione e discrezione, richiesti dal loro mandato». Secondo i rappresentanti francesi, ma anche tedeschi e italiani e di altri paesi

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