
di Paola De Carolis
Chi ha fischiato, chi ha deciso di andarsene, chi addirittura avrebbe gettato oggetti verso il palco, anche perché l’aria più celebre dell’opera di Puccini, Nessun Dorma, è stata tagliata.
LONDRA – Che lo spettacolo vada avanti, anche se manca il tenore: al Royal Ballet and Opera di Covent Garden, Roberto Alagna martedì sera è stato costretto da un malore a rinunciare al terzo atto di Turandot. Non essendoci un sostituto a disposizione, il teatro, dopo le scuse, ha affidato il ruolo del principe Calaf al responsabile dell’area musicale, Richard Hetherington, innescando scene inedite tra i velluti rossi e gli affreschi del prestigioso stabile londinese: chi ha fischiato, chi ha deciso di andarsene, chi addirittura avrebbe gettato oggetti verso il palco, anche perché l’aria più celebre dell’opera di Puccini, Nessun Dorma, è stata tagliata.
«C’è chi mi ha detto che Turandot è molto più di Nessun Dorma, mi dispiace dirlo, ma non è vero: chi va a sentire quest’opera si aspetta questa aria», ha spiegato al Times Dan Bevan, un geologo dell’Oxfordshire che non era mai stato all’opera e che aveva pagato 900 sterline, circa 1000 euro, per due biglietti. «Possibile che non ci




