
di Chiara Dino
La presidente del Centro per la Moda: «Grazie a buyer e aziende, mostrano grande resilienza»
È un appello che parte dalla sua doppia identità professionale quello che fa Antonella Mansi: imprenditrice e amministratrice delegata di Nuova Solmine, che produce acido solforico nel grossetano, e presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana, lei, alla vigilia della cerimonia di apertura di Pitti Uomo 110, chiede alle istituzioni e alla politica un’attenzione particolare da rivolgere all’industria in generale e al settore del fashion targato Made in Italy nello specifico.
«Bisogna diversificare i mercati, occorre investire sulla filiera — dice ragionando con noi — la politica per il momento sta dando risposte insufficienti. Quello che serve alla moda e all’industria è entrare in un’ottica di strategia comune europea». Di più: «Un’Europa più forte — aggiunge infatti — è fondamentale. Non c’è una dimensione inferiore a quella europea per fare la differenza e rilanciare la nostra economia».
In effetti, a ben guardare, i dati economici su cui si ragionerà, a partire dalle 10.30 in Fortezza, all’apertura dei lavori della quattro giorni di Moda Uomo a Firenze, (parteciperanno la stessa Mansi, la sindaca Sara Funaro, il




