
di Marco Galluzzo
Le misure per garantire più margini di spesa ai Paesi membri
Misure selettive su energia, trasporti, pesca e agricoltura. Revisione temporanea delle regole sugli aiuti di Stato, lasciando liberi di spendere (per chi può) i Paesi membri. Congelamento delle tasse sui fertilizzanti. Investimenti massicci sui biocarburanti. Scelte politiche e tecniche tampone e urgenti, come il razionamento di alcune scorte o gli acquisti comuni di fonti di energia per abbassare il prezzo. È il ventaglio di opzioni che da qualche giorno sono in fase di scrittura a Bruxelles, negli uffici di Ursula von der Leyen e al vertice delle direzioni generali interessate al dossier che riguarda la crisi nel Golfo Persico e i suoi effetti.
I punti chiave
Sia che la situazione si sblocchi attraverso i negoziati in corso in Pakistan, sia che il blocco dello Stretto di Hormuz perduri, già oggi in ogni caso è possibile calcolare tutta una serie di conseguenze per l’economia europea. Per questo motivo la Commissione presenterà ai capi di Stato e di governo presenti al prossimo vertice informale di Cipro — in calendario il 23 e 24 aprile — un piano di tamponamento della crisi determinata dalla guerra di Stati




