
La ricerca Airmap, presentata al Politecnico: nel 2024 generati 68,3 milioni di euro. Ma è un movimento ancora poco «organizzato»: in media c’è una casa locata per ogni gestore
Corre sempre più veloce il mercato degli affitti brevi a Torino. Non ancora a tutti gli effetti una capitale italiana dell’AirBnb ma sicuramente quella dove questa nuova sharing economy è cresciuta nel minor tempo. Cambiando tutto. La ricerca Airmap, presentata oggi, 22 maggio, al Politecnico di Torino, è il più ampio studio realizzato finora sulla diffusione degli affitti brevi, ed è promosso da una rete di sedici università italiane guidata dal Centro Interdipartimentale Full – Future Urban Legacy Lab dell’ateneo torinese. La crescita risulta dunque più marcata rispetto a città come Roma, Milano o Venezia, perché già sature: la città sabauda rientra nel novero di città come Bologna o Napoli, che stanno sperimentando in questi anni una fase che le grandi mete turistiche italiane hanno già attraversato.
Con 9.734 annunci disponibili su Airbnb (l’85% dei quali relativi a intere abitazioni) Torino era, nel 2024, la sesta municipalità in Italia in termini di diffusione della piattaforma di affitti brevi a scopo turistico, con una crescita del 50% rispetto al 2017. Cresciuto anche




