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Ai e licenziamenti, perché la sentenza del Tribunale di Roma pesa (e quali sono i limiti per le aziende)

di Diana Cavalcoli

La sentenza arrivando peraltro da uno dei maggiori tribunali del Paese, costituisce un precedente importante e potrebbe essere usata come riferimento dai legali d’impresa in caso di contenzioso

Fa discutere la sentenza del Tribunale di Roma sul licenziamento di una graphic designer sostituita de facto dall’intelligenza artificiale durante una crisi aziendale. Ma quali sono i limiti all’azione delle imprese quando si tratta di licenziare e cosa significa la sentenza per i lavoratori? Spiega l’avvocato Cristiano Cominotto, managing partner di AL Advalux: «Questa sentenza sicuramente verrà presa in considerazione dai legali nelle aziende. Ed è interessante perché esplicita l’introduzione di strumenti di Ai tra le cause del licenziamento. Va però detto che in Italia esiste per le imprese l’obbligo di repêchage. Ovvero se intendo licenziare una persona per ragioni organizzative non posso intanto sostituire il lavoratore A con un lavoratore B, devo prima trovare una soluzione, ricollocando il lavoratore in un’altra posizione in azienda al fine di preservarne il posto di lavoro».

E aggiunge: «Oggi come oggi, l’intelligenza artificiale spesso sostituisce l’essere umano perché svolge le sue stesse funzioni. Ma se io azienda non posso licenziare un dipendente per sostituirlo con un altro, perché

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