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Agricoltori, la nuova presidente di Cia Trentino: «Salvaguardare le aziende di montagna. Inceneritore? Non sono contraria»

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di Lorenzo Padoan

Mara Baldo: «Mancanza di manodopera? Le paghe sono troppo basse ma con una redditività così ridotta, l’imprenditore spesso non riesce a offrire di più»

Mara Baldo, imprenditrice agricola della Val d’Adige, è la nuova presidente di Cia Trentino. Guiderà un settore che in Provincia conta 13.900 aziende censite e supera il miliardo di euro di produzione. Tra crisi climatiche, tensioni commerciali e margini sempre più compressi, le difficoltà arrivano da più fronti. E anche chi dovrebbe sostenere il settore sembra attraversare una fase di fatica: da un lato l’Europa, percepita come sempre più burocratica, dall’altro un sistema cooperativo trentino che, secondo Baldo, si è «incrinato».

Lei è stata la vice di Paolo Calovi, in qualcosa sarà discontinua?
«Sicuramente il mio mandato sarà nel segno della continuità. Ad essere onesta, non ho ancora individuato delle possibili discontinuità precise. Saranno le sfide concrete che incontreremo a dirci se e dove servirà cambiare passo».

È la prima presidente donna di Cia Trentino. Esistono ancora dei pregiudizi nel settore?
«Lo spazio l’abbiamo trovato. Magari anche con fatica, ma l’abbiamo trovato».

Arriva alla presidenza in un 2026 che si annuncia decisivo per l’agricoltura. Che cosa si aspetta dalla prossima

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