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Affitti brevi, il Fisco incrocia i dati con le segnalazioni alla Questura (obbligatorie): a caccia di chi non ha dichiarato i redditi

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Riguarda sia chi svolge l’attività in forma imprenditoriale sia chi concede in locazione un alloggio privatamente: cosa comporta

L’Agenzia delle Entrate e la Polizia di Stato hanno avviato una collaborazione per tentare di scovare coloro che affittano camere o case vacanza e gestiscono strutture ricettive (B&B, Airbnb, hotel, ecc) senza dichiararne i guadagni. I dati sui redditi vengono incrociati a quelli del portale «Alloggiati web» della Questura – dove finiscono le informazioni relativi alla presenza degli ospiti (da fornire obbligatoriamente per legge) –allo scopo di individuare possibili omissioni nelle dichiarazioni. Una questione che, quindi, riguarda sia chi svolge l’attività in forma imprenditoriale ma anche chi concede in locazione un alloggio privatamente.

L’obbligo

Come spiega il Sole 24 Ore, se il Fisco nota un’incongruenza può chiedere ai contribuenti di fornire entro 15 giorni la documentazione specifica su numero di ospiti, giorni di permanenza e importo pagato. La mancata risposta implica una sanzione amministrativa tra 250 e 2 mila euro. Il mancato riscontro al questionario potrebbe sfociare in una determinazione induttiva del reddito: ciò significa che le Entrate, non avendo dati attendibili, stima il guadagno del contribuente.

È probabile che la cifra possa risultare più alta di quella reale, perciò è importante

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