di Redazione Economia
Avviato l’iter della proposta di legge per riconoscere a cavalli, pony, muli, asini e bardotti lo status giuridico di «animale da affezione» e quindi non destinato alla produzione alimentare
Alcuni parlamentari e associazioni animaliste stanno portando avanti la battaglia per riconoscere cavalli e pony, ma anche a muli, asini e bardotti, lo status giuridico di «animale da affezione». La proposta di legge, a firma di Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (Avs) – e nel pacchetto è confluito anche un analogo provvedimento a firma di Michela Brambilla (Noi-Moderati) – secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, è appena stata incardinata in commissione Ambiente al Senato e prevede che alle specie animali sopracitate venga attribuita la dicitura «Non Dpa – non destinato alla produzione alimentare» e quindi pene più severe: multa tra 30 e 100 mila euro e reclusione da tre mesi a tre anni in caso di allevamento destinato alla macellazione, con inasprimento di un terzo se le carni dovessero essere immesse sul mercato.
Obbligo di iscrizione al registro
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, organizzazione internazionale no-profit che si dedica alla difesa degli animali allevati per fini alimentari e da anni è impegnata in




