
di Alessandra Testa
Il rischio si è materializzato durante l’ultimo tavolo di salvaguardia convocato a Bologna in Città metropolitana. Il tentativo di salvare il marchio
La chiusura della Giulian Corsini, produttrice dello storico Tortino Porretta, sfornato per la prima volta in formato monoporzione nel 1935, potrebbe costare il posto di lavoro a cinque dipendenti. Il rischio si è materializzato durante l’ultimo tavolo di salvaguardia convocato in Città metropolitana e a cui la proprietà, che aveva annunciato la propria decisione di passare la mano su Facebook lo scorso dicembre, non si è presentata. All’incontro, presieduto dal capo di gabinetto Stefano Mazzetti, era però presente Jacopo Malacarne, amministratore delegato della Dino Corsini di Valsamoggia che sta concretizzando l’acquisizione del marchio e che ha messo sul piatto la disponibilità a offrire a tutte e cinque le lavoratrici un contratto a tempo indeterminato. L’azienda ha anche dato disponibilità a concedere una licenza per uno spaccio a qualsiasi soggetto disposto ad assumere chi invece non volesse trasferirsi al Ponte della Venturina a Valsamoggia.
L’opzione Valsamoggia
L’ipotesi, sostenuta da Città metropolitana, Regione, Comune di Valsamoggia e sindacati, è arrivata dopo mesi di incertezza sulla nuova possibile proprietà e dopo che era sfumato anche un




