Prima del metallo lucido e delle pinzette, prima delle foto in controluce e delle parole che si attaccano addosso come cartellini, c’è un oggetto di coccio che in Salento fa un mestiere antichissimo. La chiamano “pignata”, sta sul fuoco del camino, cuoce piano e porta a casa due risultati insieme: uno spezzatino tenerissimo e un sugo buono per la sera, quando serve buttarci dentro la pastina. Ada Stifani parte da Neviano e da quel modo di cucinare che si impara guardando, con una madre innamorata della cucina e un padre macellaio con la passione per il pesce, poi arriva a Perugia nel 2000 per l’università e finisce nei ristoranti da studentessa, prima ai bicchieri e poi al servizio, finché un turno coperto quasi per caso le cambia la traiettoria. Nel 2022 si prende il rischio di un progetto tutto suo, Ada Gourmet, e nel giro di poco arriva la stella Michelin. Da lì comincia l’altra parte della storia, perché un riconoscimento porta luce e insieme produce una domanda politica, sociale, quasi linguistica, che gira attorno a una parola, donna, e a un’altra parola, fiducia.
Intervista ad Ada Stifani

La chef Ada Stifani
“Prima donna stellata dell’Umbria” è una frase




