
di Viviana Mazza
Cofondatore del primo sindacato di braccianti negli Usa, Chavez era un simbolo di giustizia sociale
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – È la fine di un’icona dei diritti dei lavoratori e della comunità latino-americana. La memoria di Cesar Chavez, il leader messicano-americano che dagli anni Sessanta guidò le lotte dei lavoratori agricoli migranti, è stata travolta da uno scandalo di abusi sessuali che vede in prima linea tra le accusatrici la sua stessa alleata di mille battaglie, Dolores Huerta, oggi 95enne. Chavez è morto a 66 anni nel 1993 ma per tutti questi anni Huerta aveva taciuto, temendo di danneggiare le conquiste del movimento e perché convinta che nessuno le avrebbe creduto, ha deciso di parlare dopo un’inchiesta del New York Times che ha raccolto per cinque anni testimonianze delle violenze e delle molestie dell’attivista su numerose donne e ragazze, anche minorenni.
La California ha già cambiato il nome della festività del 31 marzo (la sua data di nascita) proclamata nel 2014 da Obama che fece proprio lo slogan del movimento dei braccianti «Sí, se puede» (Yes, we can), coniato da Huerta. Adesso la festività si chiamerà «Farmworkers Day», la giornata dei lavoratori agricoli. A




