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Accise e benzina, aumento dei prezzi alla pompa immediato e taglio a rilento: ecco le prove nei numeri

di Stefano Agnoli e Mauro Meanti

Nella settimana successiva al taglio del 19 marzo, il prezzo medio nazionale della benzina self-service è sceso di appena 12-15 centesimi, contro i 24 attesi. Il rialzo del 2 maggio si è invece scaricato sul prezzo alla pompa quasi per intero

Anche le accise non si sottraggono all’effetto «razzi e piume» tipico dei prezzi dei carburanti. Lo si può ricostruire con chiarezza nei primi sei mesi dell’anno, quando il governo ha usato l’accisa sulla benzina come leva anticrisi durante la guerra Iran-Usa: un taglio secco di 20 centesimi al litro deciso il 19 marzo, e un parziale ritorno alla normalità (un rialzo di 15 centesimi) scattato il 2 maggio. Due mosse fiscali di segno opposto, a distanza di poche settimane l’una dall’altra. Un esperimento limitato, ma quasi da manuale per chiedersi se lo Stato, quando allenta la presa sulle tasche degli automobilisti, viene ascoltato dai distributori con la stessa rapidità con cui viene ascoltato quando la stringe di nuovo.

L’asimmetria alla pompa

Una prima risposta, partendo dai dati grezzi, sembra chiara fin da subito. Nella settimana successiva al taglio del 19 marzo, il prezzo medio nazionale della benzina self-service è sceso

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