
di Pietro Gorlani
Il caro energia legato alla guerra nel Golfo Persico ha accelerato l’intesa storica tra due settori chiave: zootecnia intensiva e siderurgia
Il caro energia dovuto alla guerra ha accelerato un’intesa storica tra due settori chiave dell’economia bresciana: la zootecnia intensiva e la siderurgia. Il biometano prodotto con i reflui zootecnici andrà ad alimentare i forni delle Acciaierie Calvisano, del Gruppo Feralpi. Si tratta di 450-900mila metri cubi l’anno, il 10-20% del metano necessario all’azienda specializzata nella produzione di billette, che di metano ne brucia circa 4,5 milioni di metri cubi l’anno.
Sarà AB Ambiente – società agricola del Gruppo AB di Orzinuovi — a fornire il gas che arriva dalla riconversione di impianti di biogas già operativi sul territorio. È un’intesa pilota, la prima di questo tipo in Italia, nata grazie ad un anno di lavoro tra Confindustria Brescia e del Consorzio Italiano Biogas e dal Consorzio Ramet, che riunisce le principali acciaierie bresciane, guidandole negli anni verso virtuosi percorsi di sostenibilità ambientale.
Per Feralpi è un altro importante passo verso la decarbonizzazione, che segue l’installazione di 8 Megawatt di fotovoltaico sugli impianti di Lonato e Calvisano, l’elettrificazione dei processi produttivi




