
di Camilla Bianchi
In tutto 74 carte da gioco di raffinata fattura, commissionate da Francesco Sforza a Bonifacio Bembo a metà del Quattrocento
Sette secoli di storia, arte, bellezza e un pizzico di alchimia condensati nella mostra «Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna», inaugurata ieri in Accademia Carrara. Frutto di una lunga gestazione e di un minuzioso lavoro di ricerca avviato nel 2020. Ma anche di un’ormai consolidata collaborazione con i musei che contano nel panorama internazionale.
Al centro dell’esposizione il Mazzo Colleoni, tra i pezzi più pregiati della pinacoteca. In tutto 74 carte da gioco di raffinata fattura, commissionate da Francesco Sforza a Bonifacio Bembo a metà del Quattrocento, e oggi divise tra Carrara, Morgan Library di New York e collezione Colleoni. Il mazzo torna a ricomporsi dopo oltre un secolo. E compete con altre raccolte quattrocentesche di valore assoluto come i Tarocchi Brambilla e Visconti di Modrone, provenienti dalla Pinacoteca di Brera e da Yale, gioielli su carta realizzati con tecniche di alta oreficeria. Accanto ai tarocchi una ricca selezione di dipinti, incisioni, libri miniati, arazzi. L’ordine della mostra è rigorosamente cronologico. E questo aiuta il visitatore a districarsi in un mondo sconosciuto. Si




