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A22, bagarre in aula sulla concessione: «L’Europa ha cambiato idea sulla prelazione». Le opposizioni: «Basta essere spettatori»

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di Marika Giovannini

Per il presidente Kompatscher «serve prudenza». Il governatore Fugatti assicura: «Tuteleremo i nostri territori». Ma il rischio di perdere il controllo di Autobrennero è concreto

La sfida non poteva che essere accesa. Perché il tema è caldo (la decisione del ministero delle Infrastrutture di proseguire con il bando di gara senza il diritto di prelazione è di meno di una settimana fa). E perché la concessione A22 «insieme alle concessioni idroelettriche — ha ricordato il dem Alessio Manica — rappresenta un asset strategico per il territorio». E dunque ieri in consiglio provinciale, nella seconda informativa chiesta dalle opposizioni al presidente Maurizio Fugatti (la prima, discussa martedì, è stata quella relativa alla fiducia a Francesca Gerosa), sul destino dell’arteria autostradale il dibattito è stato articolato. Anche se alla fine, sulla risoluzione presentata dalle minoranze, qualche punto di contatto è stato trovato. Non sulla richiesta di sospendere la procedura di gara. E nemmeno sull’in house (pur con qualche posizione sfumata in maggioranza). Piuttosto, sulla necessità di tenere aggiornato il consiglio sulla procedura. E sull’opportunità di chiedere al governo di introdurre, nell’ambito del partenariato pubblico-privato, «un meccanismo di indennizzo — recita il terzo punto della risoluzione, votato

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