
di Paolo Coccorese
Dopo il referendum, nuove aperture al campo largo. Il pentastellato Alberto Unia: «È innegabile che il mondo è cambiato dopo queste elezioni. Alcune riflessioni si possono fare»
Martedì, tra balli e bandiere, durante la festa in piazza Castello per celebrare la vittoria del «No», alcuni dirigenti del Pd, guardando al futuro elettorale dopo un referendum trasformatosi in una bocciatura del governo Meloni, riflettevano anche sulle prospettive della coalizione progressista. «Questo risultato porterà a rafforzare il dialogo tra la segretaria Elly Schlein e il presidente Giuseppe Conte — raccontavano —. Ci saranno ricadute anche sul territorio. A Torino la oramai scontata riconferma del sindaco Stefano Lo Russo come candidato resta il principale nodo divisivo nei rapporti con i Cinquestelle per via dei difficili rapporti con Chiara Appendino. Ma, se ci allontaniamo da Palazzo Civico, l’aria cambia radicalmente. Anche perché questi ultimi hanno già aperto a un’alleanza per presentarsi insieme alle urne nelle circoscrizioni».
Le Circoscrizioni già in campo largo
A Palazzo Civico eterni rivali. Ma nei quartieri Dem e M5S possibili promessi sposi. Dopo il referendum, qualcosa di inaspettato potrebbe diventare possibile. «È innegabile che il mondo è cambiato dopo queste elezioni — ammette Alberto Unia,




