Al ristorante Carignano del Grand Hotel Sitea di Torino si entra scalzi, o con le ciabattine. Sotto i piedi non c’è parquet né moquette: c’è sabbia. È il primo segnale che qualcosa, stavolta, è cambiato davvero. Da qui riparte Davide Scabin con “Sangon Beach – Stur-sur-Mer“, un progetto che comincia dallo spazio prima ancora che dai piatti.
Lo chef Davide Scabin
Lo chef Davide Scabin La sala diventa spiaggia: spazio, tempo e servizio ripensati
La sala è riscritta come una spiaggia simbolica: il pavimento coperto di sabbia, le pareti occupate dalle riproduzioni delle opere del fotografo Paolo Della Corte – immagini immerse per mesi nella laguna veneziana, trasformate dall’acqua e dai microrganismi fino a diventare qualcosa di difficile da classificare. Al centro del tavolo, al posto di qualsiasi altro elemento, c’è una clessidra. Non segna l’ora: segna il tempo della cena, inteso come “tempo della festa“, separato dalla quotidianità. Anche il servizio segue questa logica: nulla è apparecchiato in anticipo,




