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A Palazzo Barberini una mostra su Bernini e il «suo» Papa: con marmi, dipinti, oggetti, codici e documenti

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di Edoardo Sassi

Il rapporto tra Urbano VIII e il geniale scultore, architetto e pittore: esposte 80 opere di Gian Lorenzo, di suo padre Pietro e di altri protagonisti del tempo

Molto ruota intorno a quel sostantivo: scopritore. Una volta usato con le virgolette (nel titolo), una volta senza e addirittura rafforzato dall’aggettivo vero (nel testo): il tutto nello stesso pannello, quello che apre il percorso dell’esposizione. Ma quindi lo fu? Non lo fu? O, al limite, lo fu ma con le virgolette (che però allora per coerenza andrebbero usate sempre)? Il tema, limitatamente alla storia dell’arte, non è da poco conto calcolando che si sta parlando di uno dei (pochissimi) geni d’ogni tempo, ovvero quel Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) cui è dedicata la mostra inaugurata l’11 febbraio a Palazzo Barberini-Gallerie Nazionali d’arte Antica, curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi.

Il rapporto tra Gian Lorenzo e Maffeo, pontefice dal 1623

Titolo della rassegna, «Bernini e i Barberini», perché fin dal suo primo annuncio (novembre scorso) si specificò che in mostra si sarebbe proposto un preciso taglio cronologico, con una narrazione incentrata sul rapporto tra Gian Lorenzo — che durante la sua sessantennale carriera lavorò per ben otto pontefici

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