Home / Esteri / A Dubai una normalità forzata: Ferrari silenziate e «telefono amico». «E chi posta video degli attacchi rischia 2 anni di carcere»

A Dubai una normalità forzata: Ferrari silenziate e «telefono amico». «E chi posta video degli attacchi rischia 2 anni di carcere»

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di Francesco Battistini

Gli iraniani hanno lanciato sugli Emirati 2mila fra missili e droni: più di cento al giorno. È vietato postare i video degli attacchi e spargere panico

DAL NOSTRO INVIATO 
DUBAI «Ladies and gentlemen, è il comandante che vi parla: un attimo d’attenzione…». Non ce n’è bisogno: i pochi passeggeri del volo Ek98 in arrivo da Roma hanno già i nasi appiccicati all’oblò, gli occhi sgranati sulla nuvolaglia nera che s’alza dall’aeroporto di Dubai. L’Airbus A-350 d’Emirates sta atterrando puntuale, ore 10.05. E un giornalista a bordo può testimoniarlo: pasto sobrio di Ramadan, buoni film, volo tranquillo. Se non fosse per quelle fiamme altissime — ora, laggiù — che salgono da un deposito di carburante di Fujairah-1, l’impianto petrolifero vicino alle piste: «Stiamo deviando dalla nostra rotta. Forse atterreremo come previsto. O forse dovremo andare ad Al Maktoum, 130 chilometri più a sud. In ogni caso, provvederemo a un servizio pullman per portarvi a destinazione. Scusate il disagio».

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Scusate il disastro: per la terza volta in 17 giorni, i droni iraniani colpiscono Dubai Dxb, il più grande scalo del Medio Oriente, il più trafficato del mondo.

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