
di Redazione politica
La dichiarazione riportata in un’intervista dove gli veniva chiesto un commento sugli scontri, avvenuti in città dopo la morte di due giovani a Porto Vecchio, nei quali sono rimasti feriti tre agenti
«La Costituzione prevede il diritto a manifestare, ma le manifestazioni devono essere pacifiche, se questi continuano a usare la violenza allora ci comporteremo di conseguenza: non possono pensare di occupare casa mia e se lanciano bombe carta nella mia città, allora io gli sparo in testa». Le parole sono del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, riportate oggi dal quotidiano «Il Piccolo», riferite agli scontri, in cui sono rimasti feriti tre agenti, avvenuti alla manifestazione di venerdì scorso, organizzata per i due giovani morti in un incendio a Porto Vecchio.
La dichiarazione del primo cittadino di centrodestra ha già sollevato un’ondata di reazioni durissime da parte delle opposizioni. Tra le prime a commentarla, la deputata dem Debora Serracchiani: «A Trieste c’è un sindaco che istiga a “sparare in testa” e tanto basta per chiedergli di fare un passo indietro. È gravissimo che un’istituzione evochi l’esecuzione sommaria contro chiunque, fossero pure gli antagonisti in piazza. Un sindaco quando dice ‘io’ dà l’esempio ai suoi cittadini,




