di Anna Zinola
Da piccola attività familiare a business da 710 milioni di euro. Gli inizi in una bancarella al mercato, l’origine del nome e le ragioni di una crescita ventennale
È (quasi) impossibile uscire senza avere fatto acquisti. Una volta entrati, infatti, si finisce per comperare qualcosa: la tazza colorata perfetta per la prima colazione, il timer per le uova, le decorazioni per Halloween o per Natale. Parliamo dell’insegna danese Flying Tiger Copenhagen, fondata da Lennart e Suz Lajboschitz a metà degli anni ‘90. La catena, che conta attualmente 1.122 negozi distribuiti in 44 paesi, ha chiuso il 2025 con un incremento del fatturato del 2,1%, per un totale di 5,3 miliardi di corone danesi, pari a circa 710 milioni di euro.
Gli inizi e l’origine del nome
Un successo tanto più sorprendente se si considera la storia dell’azienda. Tutto nasce da una bancarella in un mercatino delle pulci, dove i coniugi Lajboschitz, all’epoca poco più che ventenni, riparavano e rivendevano vecchi ombrelli. Qualche anno dopo, la bancarella si trasforma in un negozio, «Zebra», che vende un vasto range di articoli a prezzo scontato. Nel 1995 l’attività si espande e apre il primo store «Tiger». Con un




