In 10 anni 32 milioni di utili con i diritti d’immagine dei calciatori. Ma ora la Lega gira meno soldi, che si fa?
Giornalista
7 novembre (modifica alle 11:54) – MILANO
Raccontano in via Rosellini che un giorno, durante un’assemblea, Aurelio De Laurentiis mise una pulce nell’orecchio dei colleghi presidenti. Antesignano della gestione dei diritti d’immagine dei propri calciatori, sul modello dei contratti cinematografici, non si capacitava del perché la Lega dovesse retrocedere al sindacato una parte dei ricavi del lucroso business delle figurine. Già nel 2012 i club erano entrati nell’affare che fino ad allora era un’esclusiva dell’Aic, ma gli accordi prevedevano una ripartizione paritetica dei proventi, arrivati fino a 12,5 milioni a stagione. Eccoci, dunque, al 2024.
svolta—
I club iniziarono a raccogliere direttamente le firme dei calciatori (oggi siamo all’80% del bacino complessivo) e la Lega chiuse un maxi-accordo con Panini, che comprendeva anche la sponsorizzazione del premio “Man of the Match”, nel quadro di una più ampia strategia di valorizzazione del prodotto Serie A. In un primo momento l’Aic venne esclusa, al punto che il suo marchio non compariva nell’album




