
di Viviana Mazza
Il regista delle politiche di deportazione e dell’uso degli ordini esecutivi è il nuovo capo dello staff della Casa Bianca
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – La scelta come nuovo capo dello staff della Casa Bianca di Stephen Miller, che è stato uno dei principali architetti delle politiche di espulsione su larga scala degli immigrati irregolari e del rafforzamento dei controlli alle frontiere, indica che Trump si prepara alla battaglia con i democratici che controlleranno il Congresso per gli ultimi due anni del suo mandato. «Volevo fare un cambiamento. A volte nella vita devi fare delle mosse», ha detto il presidente ai giornalisti ieri, prima di volare in Florida per il weekend.
Un cambiamento di tattica è necessario dopo la sconfitta nel voto di midterm. Ma anziché cambiare rotta, la scelta di Trump indica che la risposta alla bocciatura alle urne è di consolidare ulteriormente la propria agenda politica, affidando la gestione della Casa Bianca a una persona che ne condivide profondamente gli obiettivi. Il californiano Miller, attuale vicecapo dello staff, è al fianco di Trump dal 2015, ha servito nel suo primo mandato e ha alleati in ciascuna delle agenzie federali; è tra i




