Novembre è il mese del vino novello. Con il suo colore vivace, i profumi fragranti e il gusto immediato, il vino che reca in bottiglia la data dell’anno non ancora terminato accompagna la tavola autunnale, dalle caldarroste ai salumi, dalle zuppe alle preparazioni con i funghi. È un appuntamento che soddisfa la curiosità di assaggiare il primo frutto della nuova vendemmia, in attesa dei suoi fratelli maggiori. In Italia, il novello ha una storia relativamente recente: le prime esperienze strutturate risalgono agli anni Settanta, con l’arrivo sul mercato di vini ottenuti attraverso una particolare tecnica di lavorazione: la macerazione carbonica.
Novembre è il mese del vino novello Come si produce il vino novello: cos’è la macerazione carbonica
Leggi anche
Quali uve sono più adatte per produrre il vino novello
Quali uve si prestano meglio a questa interpretazione? Per orientarsi è utile guardare alle loro caratteristiche. Per un novello fragrante ed equilibrato sono particolarmente favorevoli una buona acidità di partenza, una tannicità contenuta o moderata e un profilo fruttato e floreale. L’acidità merita attenzione perché la macerazione carbonica consuma parte dell’acido malico: una




