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«Boicottate il krill»: ecco come possiamo provare a salvare l’Antartide (visto che non lo fanno i governi)

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Salmone, integratori , pet food: perché la crescita dei prodotti legati al krill rischia di mettere in pericolo l’equilibrio della fauna antartica. L’allarme delle Ong.

Francesco De Augustinis / CorriereTv

Se i governi non riescono a prendere decisioni per la tutela di ecosistemi fragili come l’Antartide, allora la palla passa a chi fa la spesa, che può incidere con le proprie scelte di consumo. Su questa idea si basa la campagna di boicottaggio dei prodotti legati al krill antartico, rilanciata nei giorni scorsi da una coalizione di Ong, dopo che anche quest’anno la riunione della Convenzione per la protezione delle risorse marine viventi in Antartide (CCAMLR), l’organismo internazionale deputato per la gestione degli ecosistemi e la regolazione della pesca nell’Oceano Antartico, si è conclusa senza nessun passo avanti.

«Ho visto i governi promettere di proteggere l’Antartide per decenni, mentre l’industria della pesca del krill ha continuato a crescere», ha detto Andrea Kavanagh, direttrice per le campagne della Ong con sede negli Stati Uniti Antarctic Wildlife Alliance, al termine del meeting. L’Antarctic Wildlife Alliance è una delle Ong che partecipa alla campagna Our Antarctica, insieme alla Blue Marine Foundation e alla Bob Brown Foundation, ma la proposta di un boicottaggio

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