
Sono cinque le basi dell’Aeronautica Militare Italiana da cui possono decollare in emergenza i caccia per intercettare aerei sospetti. Tutti gli aeroporti hanno una piazzola dedicata per le emergenze
Si susseguono i casi di (falsi per fortuna) allarmi-bomba in questo periodo, come accaduto anche oggi, 5 novembre. Ma quali sono le procedure che scattano? Quando si alzano in volo i caccia militari e sono dirattati i voli? E che cosa succede ai passeggeri?
Le notizie di un allarme-bomba possono arrivare in diversi modi, per esempio una telefonata al 112 o un segnalazione alla direzione di un aeroporto. In questo caso venono attivate le procedure e contattate le autorità. L’Enav (ente nazionale aviazione civile) è in collegamento con tutti gli anti dei Paesi confinanti. Ma in caso di allarme-bomba chi entra in azione è l’Aeronautica Militare Italiana. Il Corriere ha parlato con il Generale Pasquela Preziosa, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare fino al 2016 e oggi professore di Geostrategia.
Che cos’è un allarme-bomba?
Significa che c’è un velivolo in pericolo potenziale. In questo caso se la minaccia è seria i caccia si alzano in volo e scortano l’aereo a distanza di sicurezza fino all’atterraggio.
Che cosa fanno i militari sui caccia?
Si mettono




