di Rita Querzè
Prima causa: troppo bassi gli investimenti (Industria 4.0 ha dato una spinta ma non abbastanza). Seconda causa: l’industria in crisi è rimpiazzata dai servizi che sono meno produttivi. Le analisi del rapporto Cnel
Presentato il 4 novembre al Cnel il rapporto sulla produttività in Italia. I dati evidenziano un paio di questioni cruciali. La prima è che l’industria in crisi è stata rimpiazzata da servizi poco produttivi. Che infatti non riusciamo a esportare. Il risultato è che sono aumentati i posti di lavoro e le ore lavorate, ma in media le retribuzioni si sono abbassate. La seconda è che dietro al calo della produttività del lavoro c’è un calo decennale degli investimenti. La disoccupazione si è ridotta moltissimo. Ma tanti sono pagati per svuotare una piscina con un secchio. Nessuno ha comprato l’idrovora che permetterebbe a una persona da sola di fare lo stesso lavoro in meno tempo. «Una produttività che avanza dà forza al lavoro, rende sostenibili gli investimenti di lungo periodo e amplia le risorse con cui una comunità può prendersi cura dei suoi membri», dice il presidente del Cnel Renato Brunetta.
Produttività del lavoro in calo dal 2019 (e inferiore agli




