
di Alessandra Muglia
Il ministro della Difesa tedesco Pistorius ha definito la vittoria dei Democratici «storica», ma ha messo in guardia dal nutrire aspettative eccessive
E’ due anni che l’Europa è costretta a fare buon viso a cattivo gioco. Dal clamoroso ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, gli europei hanno incassato colpi e mandato giù bocconi amari: dal tappeto rosso srotolato dal presidente americano per Vladimir Putin in Alaska, ai dazi doganali del 15% imposti al continente, fino alla recente revoca sanzioni sul diesel russo. Fino all’ultimo, la sera delle elezioni, Trump ha lanciato un altro attacco: «Guardate l’Europa, sta morendo. Guardate cosa sta succedendo in Francia, cosa sta succedendo in Italia e in tutti questi altri Paesi. Voglio dire, stanno attraversando un periodo terribile. E, francamente, potrebbero anche non sopravvivere. E noi stiamo prosperando», ha buttato lì durante il suo intervento a Fox News la sera delle elezioni, nel disperato tentativo di difendere l’operato del suo governo e l’andamento dell’economia statunitense. La valanga democratica nelle elezioni di midterm ha fatto nascere a Bruxelles una cauta speranza: quella di ritrovare, almeno in parte, un po’ di equilibrio nel rapporto con Trump. La vicepresidente del Parlamento europeo




