
di Enrico Marro
«Conti in ordine. Se il Parlamento le trova, siamo tutti a favore»
Il governo ha esteso l’Irpef al 33% solo fino a 55 mila euro e per un anno mentre l’aumento della flat tax fino a 100 mila euro di ricavi è strutturale. Avete trattato meglio gli autonomi del ceto medio dipendente. Perché?
«Sono situazioni diverse — risponde il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo —. L’estensione dell’aliquota del 33% è una ulteriore tappa di un percorso avviato a inizio legislatura: siamo passati prima da 4 a 3 aliquote, riducendo al 23% quella fino a 28 mila euro, e poi abbiamo abbassato al 33% quella da 28 a 50 mila. Ora facciamo un altro passo e, come in precedenza, partiamo per un anno, perché le risorse sono limitate, ma l’auspicio è che in futuro il taglio possa diventare strutturale. Per gli autonomi i parametri sono diversi: l’aliquota non si applica sul reddito, ma su compensi forfettizzati che non tengono conto dei costi reali sostenuti. Senza contare che i lavoratori dipendenti possono contare su una stabilità di reddito diversa».
Pure la cancellazione del bollo auto è strutturale e costa 2,4 miliardi l’anno. Non era meglio destinare questi soldi




