
di Viviana Mazza
Midterm, Ossoff nega di voler correre nel 2028, ma il suo nome è ormai tra quelli più discussi per la nomination democratica. Il candidato, che a molti ricorda Obama, sa individuare i punti deboli dell’avversario per poi colpirli con la sua eloquenza
DALLA NOSTRA INVIATA
ATLANTA – La «O» del logo elettorale del senatore Jon Ossoff ricorda quella della campagna di Obama, anche se le tre linee rosse che la attraversano evocano più un mantello da Superman che una collina all’orizzonte. A insistere sulla somiglianza sono soprattutto i suoi detrattori: il rivale repubblicano Mike Collins lo accusa di pensare già alla Casa Bianca e di voler abbandonare la Georgia. Ossoff nega di voler correre nel 2028, ma il suo nome è ormai tra quelli più discussi per la nomination democratica, tanto da aver raggiunto brevemente, in autunno, il primo posto su Kalshi, il mercato delle previsioni.
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Intanto, il 3 novembre è ampiamente favorito per la riconferma al Senato, nonostante la Georgia abbia eletto Trump due anni fa: lo aiutano anche le controversie che coinvolgono il rivale, dalle rivelazioni su contenuti razzisti e antisemiti pubblicati da persone nella sua cerchia a un’indagine sul




