
di Aldo Grasso
Il documentario racconta una vicenda in cui il male diventa progetto: l’orrore, quando indossa un’uniforme ideologica, pretende di avere ragione (Sky Crime e Now)
Una sigla, «Ludwig», e un motto, «Gott mit uns»: Dio è con noi. Anche quando si perseguitano senzatetto, prostitute, omosessuali, sacerdoti, frequentatori di cinema e discoteche.
Tra il 1977 e il 1984, nel Nord-Est e in Germania, il gruppo neonazista si attribuisce una missione di «purificazione» e la traduce in violenza. Dieci omicidi sono accertati in sentenza, altri furono rivendicati.
Ludwig – Gli Angeli Neri racconta una vicenda in cui il male diventa progetto: l’orrore, quando indossa un’uniforme ideologica, pretende di avere ragione (Sky Crime e Now).
Nel 1984 Wolfgang Abel e Marco Furlan vengono fermati mentre tentano di incendiare la discoteca Melamara. Le condanne li indicano come responsabili di una lunga serie di delitti, ma non chiudono tutte le domande.
Restano sospetti di complici e legami con l’estrema destra. «Hanno agito da soli?» è legittimo chiederselo, ma il mistero rischia di diventare più interessante delle vittime. I carnefici, da imputati, si trasformano in protagonisti.
Il documentario intreccia archivi, testimonianze, indagini e processi. La difficoltà è distinguere ciò




