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Ita Airways, il ceo Eberhart: «Conti in ordine, ma l’Ue ora tuteli le compagnie europee»

di Leonard Berberi

L’amministratore delegato del vettore tricolore: per il 2026 atteso un pareggio operativo nonostante i 150-170 milioni di extra-costi per il caro jet fuel. Nel 2027 il settore si prepara a biglietti più cari del 20%

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Ita Airways, la principale compagnia aerea italiana co-gestita dal ministero dell’Economia e dal gruppo Lufthansa, punta a chiudere il 2026 con un pareggio operativo, persino leggermente migliore del 2025, nonostante le tensioni geopolitiche e un carburante il cui costo è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. E mentre si lavora da un lato sull’aumento della quota tedesca al 90% e l’ingresso nella joint venture transatlantica, a livello operativo il vettore prepara l’espansione in Sud America, con Caracas e, un po’ a sorpresa, Lima, anche per contrastare i piani di Emirates sul Perù via Milano.

In tutto questo non mancano le nubi per il settore, mentre al quartier generale di Roma Fiumicino da un lato puntano a 226 uscite volontarie, dall’altro ad assumere già l’anno prossimo 400 tra piloti e assistenti di volo. «Un numero che potrebbe aumentare con l’estensione del part-time», dice in un’intervista al Corriere Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale

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