di Aurora Dozio
Conosciuto per le sue fughe al limite dell’impossibile, il «re delle manette» moriva il 31 ottobre 1926, cent’anni fa, in circostanza misteriose
Si è liberato dalle catene dopo essersi tuffato nel fiume Charles di Boston, si è sfilato una camicia di forza mentre era appeso a testa in giù a Times Square ed è riemerso, vivo e vegeto, dopo essere sprofondato nella sua «cella di tortura acquatica».
Harry Houdini, il mago più famoso del Novecento, era conosciuto come il «re delle manette» e aveva capito prima di molti altri come catturare l’attenzione del pubblico: «Il modo più facile per attirare una folla è far sapere che in un dato momento e in un dato luogo qualcuno tenterà qualcosa che, in caso di fallimento, porterà alla morte improvvisa».
Dall’Ungheria agli Stati Uniti
Ehrich Weisz – questo è il suo vero nome – nasce a Budapest, in Ungheria, il 24 marzo 1874. Ancora bambino emigra con la famiglia negli Stati Uniti, dove il padre diventa rabbino di una congregazione ad Appleton, nel Wisconsin.
Una volta arrivati in America, il cognome di famiglia viene modificato in Weiss, mentre Ehrich sceglie successivamente il nome d’arte Houdini, ispirandosi




