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I Nickelback: «Noi i più odiati? Non è mai stato importante»

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di Federica Maccotta

Tra i nomi più riconoscibili del rock, la band pubblica l’11° album, «Everything Under The Sun», e si prepara al tour mondiale (il 23 giugno a Milano)

Sotto il sole, per i Nickelback, ci sono l’undicesimo album (Everything Under The Sun, esce il 30 ottobre) e un tour mondiale (il 23 giugno a Milano). «È un disco che racchiude elementi, temi e sonorità disparati», spiega Mike Kroeger, bassista della rock band canadese con il fratello Chad, Ryan Peake e Daniel Adair. «Da Technicolor Steamboat, che ha una natura psichedelica, a Last Night Was Fun, che è molto “giovanile”».  

Famosi soprattutto per How You Remind Me, inno generazionale del 2001, e per essere stati la band più odiata agli albori di internet, i Nickelback suonano insieme da 30 anni. «Invecchiando, mi sto divertendo di più – assicura Kroeger, 54 anni –. Mi rendo conto che tante questioni che consideravo fondamentali in realtà non lo sono per nulla». Come essere attaccati duramente? «È una consapevolezza che arriva col tempo: spesso le cose più cattive che sono state dette su di noi, ne sono certo, sono state pronunciate o scritte da persone che non se le ricordano più.

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