
Durante una manifestazione ci sono strade che diventano qualcosa di più di un percorso, trasformandosi in un obiettivo politico e nel simbolo di una protesta che intende farsi ascoltare anche attraverso la capacità di interrompere la normalità quotidiana. A Milano quella strada è la Tangenziale Est, indicata apertamente da una parte dei manifestanti come destinazione della mobilitazione di oggi, venerdì 30 ottobre, mentre in tutta Italia lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base e sostenuto da altre sigle autonome riporta nelle piazze lavoratori, studenti, collettivi e movimenti contro il carovita, la precarietà, la guerra e il riarmo.
La mobilitazione coinvolge oltre cinquanta città e arriva in un momento particolarmente delicato per la gestione dell’ordine pubblico, dopo gli episodi di violenza e i saccheggi che hanno segnato alcune manifestazioni delle ultime settimane. Per il governo, e soprattutto per il ministero dell’Interno, si tratta di un nuovo banco di prova: garantire il diritto di manifestare, impedendo che gruppi intenzionati a provocare incidenti riescano a inserirsi nei cortei e a trasformare una giornata di protesta in una nuova sequenza di scontri.
A Milano sono attese circa diecimila persone, a Roma ventimila, mentre per Bologna le previsioni parlano di una partecipazione che potrebbe




