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Indagine sui fondi dal Qatar. E Netanyahu la cavalca per bloccare i partiti arabi

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di Davide Frattini

Lo Shin Bet e i sospetti di soldi agli elettori delle due liste. L’emirato smentisce

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – La conta dei voti è finita da poco e già la macchina manovrata da Benjamin Netanyahu cerca di metterne in dubbio la legittimità. Nelle ultime ore di campagna elettorale gli allarmi forsennati lanciati dal premier indicavano quale sarebbe stata la strategia alla chiusura delle urne: «Stanno rubando le elezioni», il ritornello ripetuto dai populisti in difficoltà di tutto il mondo, questa volta declinato in chiave locale. I colpevoli sarebbero gli arabi.

Incontro riservato

Così la richiesta presentata dal vicepresidente della Corte Suprema Noam Sohlberg — alla guida della commissione elettorale — di indagare su «possibili interferenze straniere» è stata subito sfruttata dal Likud e dalla destra per tentare di impedire che Gadi Eisenkot, il principale avversario di Bibi, formi un governo con il sostegno dei partiti arabi israeliani. Sohlberg ha ricevuto le segnalazioni di «finanziamenti provenienti dall’estero per influenzare i risultati» della sfida di martedì scorso da David Zini. 

Il capo dello Shin Bet — nominato qualche mese fa da Netanyahu — ha chiesto un incontro riservato e il giudice non ha potuto che invitare lo

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